Come dividere l’eredità tra fratelli | Guida 20212021-09-07T11:46:58+02:00

Come dividere l’eredità

Capire se, e come, è possibile la divisione ereditaria tra fratelli o tra altri eredi.

Come fare testamento

Cosa imparerai: quando si è erede, chi è erede, che cosa eredita, in che misura. E come dividere l’eredità tra fratelli o altri eredi.

Studio legale Turina – Verona

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Come si divide l’eredità tra fratelli?

  1. si calcola la massa ereditaria
  2. si divide secondo le quote per legge o testamento
  3. si sommano i crediti e detraggono i debiti
  4. si firma un contratto preferibilmente dal notaio (necessario se ci sono immobili) oppure dall’avvocato.
  5. Gli immobili si conteggiano al valore di mercato, il denaro al valore nominale.

In pratica, cosa significa ereditare?

L’eredità è una successione a titolo universale: l’erede entra nella stessa posizione giuridica del defunto.

L’erede risponde dei crediti, ma anche dei debiti del defunto (de cuius).

Entro 10 anni oppure 3 mesi (se sei nel possesso di alcuni beni ereditari) l’eredità si può:

  1. Rinunciare (dal notaio, o dal Cancelliere) oppure
  2. Accettare

    • espressamente (dal notaio, o dal Cancelliere);
    • tacitamente (compiendo atti che solo il de cuius poteva fare: ad esempio, prelevare dal conto corrente).

Dall’eredità nasce una comunione ereditaria tra coeredi.

In pratica, ciascuno è titolare di una quota ideale dell’eredità.

[ESEMPIO]

Tizio muore lasciando tre figli (Primo, Seconda e Terzo) e tre appartamenti (a Verona, Roma e Milano).

Ciascuno dei figli è proprietario di 1/3 di ogni casa.

Se ognuno vuole prendersene una intera, deve dividere l’eredità tra fratelli.

Ciascun coerede può gestire come vuole la propria quota. Può venderla, donarla, ipotecarla.

Gli eredi

Chi eredita in ogni caso?
Chi eredita se c’è un testamento?
Chi eredità se non c’è?

Chi eredita in ogni caso?

Chi eredita sempre? Gli eredi legittimari, che non possono mai essere diseredati.

Le quote degli eredi legittimari:

  • Coniuge (1/3) + figlio (1/3) + disponibile
  • Coniuge (1/4) + figli (1/2 in quote uguali tra loro) + disponibile
  • Un figlio (1/2) + disponibile
  • Più figli (2/3 in quote uguali tra loro) + disponibile
  • Coniuge (1/2) + disponibile
  • Coniuge (1/2) + ascendenti (1/4) + disponibile
  • Ascendenti (2/3) + disponibile

Chi eredita con un testamento?

Se c’è un testamento, eredita chi è indicato nel testamento.

Se nel testamento non si dispone di tutta l’eredità, ci sarà una successione “mista”: in parte ereditaria, in parte legittima.

[ESEMPIO] Tizio muore senza moglie e figli, ma ha un fratello. Il patrimonio di Tizio è così composto: la propria abitazione, i mobili che sono lì dentro, e 100.000 euro sul conto corrente. Nel testamento Tizio scrive: “Io sottoscritto Tizio, nel pieno delle mie facoltà mentali, nomino mio erede il mio caro amico Paolo al quale lascio tutta la rimanenza del mio c/c numero ___ acceso presso la banca ___”. La successione sarà mista ed avremo due chiamati all’eredità: uno testamentario, Paolo. Ed un altro legittimo, il fratello. Quindi Paolo NON sarà erede universale.

Col testamento si può:

dare qualcosa di specifico a qualcuno di specifico (es. voglio dare di più ad un figlio rispetto all’altro. Voglio dare il mio dipinto di Picasso al mio amico. Voglio dare la mia casa al mare alla Croce Rossa);

diseredare un parente NON legittimario (es. fratello, cugino, zio, nipote);

– dividere l’eredità tra gli eredi (mio figlio e mia figlia: parti uguali, ma a lui la casa al mare ed a lei il controvalore in denaro).

Col testamento NON si può:

diseredare un erede legittimario.

Chi eredita senza testamento?

Se non c’è testamento si segue la legge (successione legittima).

Se chi muore lascia:

  • solo il coniuge (no: figli, fratelli/sorelle, genitori, nonni): 1/1 al coniuge
  • coniuge e 1 figlio: 1/2 coniuge e 1/2 figlio
  • coniuge e 2 o più figli: 1/3 coniuge e 2/3 ai figli
  • coniuge e ascendenti o fratelli/sorelle: 2/3 al coniuge e 1/3 agli altri appena indicati
  • solo figli (che ci siano o meno genitori e/o fratelli): 1/1 ai figli (in quote uguali tra loro)
  • solo ascendenti (genitori e/o nonni): 1/2 alla linea materna, 1/2 alla linea paterna
  • altri casi: artt. 571, 572, 585 c.c.

Qualche esempio:

  1. Tizio muore senza testamento lasciando la moglie e due figli: 1/3 ciascuno. Il primo figlio ha ricevuto dal padre in vita, in donazione, una somma di denaro? Il secondo figlio può contestarla se lede i suoi diritti di legittimario (cioè se ha meno di 1/4 del totale).
  2. Tizio muore lasciando la compagna ed un figlio: 1/1 al figlio. Infatti la compagna, se il rapporto non era formalizzato, non è erede. Per questo occorre scrivere un testamento.
  3. Tizia muore lasciando il marito, senza figli, ma un fratello. Chi eredita? 2/3 il marito e 1/3 il fratello! Per questo chi non ha figli ed è sposato deve fare testamento, altrimenti ereditano anche i fratelli/sorelle.
  4. Tizia muore senza testamento, senza figli e marito, ha sempre vissuto col fratello Tizio. Anni addietro è morta la sorella Mevia, lasciando due figli (Primo e Secondo). Chi eredita? 1/2 Tizio e 1/2 i figli di Mevia in quote uguali tra loro (quindi 1/4 e 1/4).

IMPORTANTE: se il genitore è chiamato all’eredità, ma muore prima del figlio, questo entra nella posizione del genitore per rappresentazione (art. 468 c.c.).

Esempio tratto dalla pratica: Tizio muore nel 2014, e sua sorella Tizia (senza figli e senza coniuge) muore senza testamento nel 2020. Tizietto è chiamato all’eredità della zia Tizia per rappresentazione.
E se Tizia ha fatto testamento? Tizietto non è erede legittimario, quindi Tizia può lasciare l’intera eredità a chi vuole.

Le risposte alle domande più comuni

Certo, ma devi scriverlo seguendo le regole di forma e sostanza richieste dalla legge. Il rischio è di scrivere un testamento nullo.

Puoi affidarti ad un avvocato, oppure ad un notaio, per una consulenza.

Il tema è particolare. Se il nipote è maggiorenne, non ci sono problemi formali. Se il nipote è minorenne, le possibilità sono assai ridotte.

Occorre affidarsi ad una consulenza personalizzata.

Conviene indicare nel proprio testamento un curatore dell’eredità: un professionista di propria fiducia che può accettare l’incarico di ben gestire l’eredità secondo le volontà del testatore.

La comunione ereditaria

Cosa può fare, e cosa non può fare, il coerede.

quote ereditarie quali sono

Se ci sono più eredi c’è una comunione ereditaria.

Ogni erede è proprietario di una quota ideale: può venderla, regalarla, ipotecarla.

Un erede deve solo ricordare una cosa: non può impedire agli altri eredi il pari uso della cosa comune.

L’ipotesi classica: tre fratelli eredi di tre case del genitore defunto, oltre ai soldi sul c/c. Ognuno dei tre sarà proprietario di 1/3 di ciascuna casa e dovrà sostenere le spese, eventualmente beneficiando dei canoni di locazione.

1. Determina gli eredi.

Fai affidamento alle tabelle sopra indicate per il caso in cui ci sia un testamento, oppure in caso negativo. Ricorda che ci sono persone che ereditano in ogni caso, e che vale l’art. 468 c.c. in tema di rappresentazione.

2. Se c’è un testamento, pubblicarlo.

È un obbligo di legge. Occorre farlo pubblicare da un notaio, ed il costo (circa € 1.500,00) sarà a carico dell’eredità (anticipato da chi fa pubblicare il testamento). Non pubblicarlo è reato, e ti fa perdere l’eredità.

3. Comprendere se accettare l’eredità o meno.

Come chiamato all’eredità puoi accettarla, o rinunciare.

Se accetti, come già detto entri nella posizione giuridica del de cuius quindi anche nei suoi debiti (se ci sono).

Hai una alternativa: accettare l’eredità con beneficio di inventario.

L’accettazione con beneficio di inventario ti permette di diventare erede ma non rispondere dei debiti del defunto col tuo patrimonio. I due patrimoni restano distinti.

Una soluzione utile, ma che ha molti limiti (scriverò un articolo a parte, se servono info scrivimi). L’accettazione con beneficio di inventario si fa dal notaio con costi che partono da € 1.500,00 a salire.

Torniamo all’accettazione di eredità.

Ci sono 10 anni di tempo per accettare. Ma occorre fare attenzione a non compiere atti di accettazione tacita.

Quali sono? Quelli che poteva compiere solo il defunto: prelevare dal conto corrente, riscuotere somme (ad esempio gli affitti), etc.

4. Il conto corrente e gli altri contratti.

Comunicare -anche se non si accetta l’eredità- la morte del de cuius al suo istituto bancario. Comunicarlo anche a chi è noto aveva dei rapporti contrattuali con lui/lei (casa, lavoro, etc.)

Cosa fare col conto corrente? Dopo aver comunicato il decesso, chiedere il rendiconto alla data della morte così da conoscere giacenza ed eventuali dossier titoli.

Ricorda: se il conto corrente è cointestato la banca o la posta blocca l’intera somma! Tizio e Caia sono marito e moglie, hanno un unico c/c di cui sono cointestatari. È vero che ai sensi dell’art. 1854 c.c. vige il principio di solidarietà, quindi in questo caso ciascuno è titolare per metà, ma l’istituto questo tema tende a non considerarlo.

Tutto questo ha una sua importanza pratica incredibile (pensa, ad esempio, alle spese di onoranze funebri, locazioni, etc..)

5. Cosa fare dei beni?

Se i chiamati all’eredità decidono di liquidare il c/c stanno accettando l’eredità.

Per dividere il denaro occorrerà presentare autodichiarazione con l’indicazione dei parenti, dichiarazione di successione, certificato di morte rilasciato dall’anagrafe del Comune dove è avvenuto il decesso, almeno 2 marche da bollo da € 16,00 e tanta pazienza. La pratica durerà almeno 2/3 mesi (il denaro intanto non può essere toccato).

Per tutto il resto si apre la comunione ereditaria: ciascuno è proprietario di una quota sul singolo bene.

6. La dichiarazione di successione.

Entro 1 anno dalla morte occorre fare la dichiarazione di successione e pagare le relative imposte previste per legge.

Se vuoi liquidare il conto corrente devi già avere la dichiarazione di successione.

7. La trascrizione della successione.

Se ci sono immobili occorre effettuare la trascrizione, perché altrimenti questi (case, terreni, negozi, etc.) rimarranno di apparente proprietà della persona defunta.

Per fare questo occorre andare dal notaio, ed in quella sede si dovrà provvedere all’accettazione espressa dell’eredità (che da sola ha un costo di circa € 1.500,00).

In quella sede ci sarà la formazione delle porzioni ereditarie. In pratica, ognuno indicherà qual è la sua quota ereditaria su ogni singolo bene.

La divisione ereditaria

Cosa può fare, e cosa non può fare, il coerede.

quote ereditarie quali sono

La divisione passo-dopo-passo

Ciascuno dei coeredi può chiedere la divisione ereditaria.

La divisione ereditaria scioglie la comunione ereditaria.

Ogni erede può chiedere sempre la divisione dell’eredità. Il diritto di chiedere la divisione non scade, si può chiedere senza termine.

Può il testatore vietare la divisione? Sì, se ci sono eredi minori il testore può chiedere che non ci sia divisione ereditaria prima che sia trascorso un anno dalla maggiore età dell’ultimo nato (art. 713 codice civile).

La divisione si può fare sui beni mobili, sui beni immobili o su tutti i beni dell’eredità.

1. Calcolare la massa ereditaria.

Beni mobili ed immobili (al valore all’apertura della successione) + donatum + crediti = massa attiva

Debiti = massa passiva

massa ereditaria = massa attiva – massa passiva

[ESEMPIO] Tizio muore lasciando 100.000,00 in contanti più l’abitazione dove viveva da vedovo (prezzo di mercato: € 250.000,00). Tizio aveva due figli, Primo e Secondo. Il primogenito Primo ha ricevuto in donazione dal padre € 50.000,00 meno di 20 anni fa per comprarsi la casa. Tizio aveva un debito con l’Agenzia delle Entrate di € 30.000,00=.

100.000 + 250.000 + 50.000 = 400.000 euro – 30.000 (Agenzia delle Entrate) = 370.000,00 da dividere in due (considerato che Primo ha già ricevuto 50.000 percepirà un equivalente pari ad € 320.000).

È in questa sede che si fa la stima dei beni. La stima mobiliare ed immobiliare può essere fatta da un perito scelto di comune accordo tra tutti gli eredi in funzione di arbitratore.

2. Determinare le quote degli eredi.

Secondo i criteri di legge o del testamento: ne ho parlato sopra nel dettaglio.

3. Tentare un accordo transattivo.

Tutti gli eredi (per il principio dell’universalità della divisione) devono dividere l’eredità con un contratto scritto in forma di scrittura privata.

Se ci sono immobili, occorre procedere alla trascrizione: occorre dunque farsi assistere da un notaio.

Una transazione è un accordo dove gli eredi, dandosi reciproche concessioni, ovverosia venendosi incontro, al fine di evitare una lite decidono di dividere i beni caduti in successione.

È sempre la soluzione auspicabile: le altre alternative sono più lunghe e costose.

4. E se non riusciamo a trovare un accordo?

Due strade: la mediazione obbligatoria ex D.L. 28/2010 e, se anche questa non va bene, la causa giudiziale in tribunale.

Il procedimento di mediazione obbligatoria ex D.L. 28/2010: da un decennio a questa parte, per evitare di moltiplicare le cause in tribunale, la legge impone agli eredi di tentare una mediazione.

Nella mediazione è necessaria l’assistenza di un avvocato. Essa si svolge in organismi autorizzati dal Ministero della Giustizia presenti su tutto il territorio nazionale.

La competenza è sempre del tribunale dove si è aperta la successione.

Nel primo incontro il mediatore (avvocato, commercialista o notaio) spiega la natura, il funzionamento ed utilità della mediazione.

Se le parti intendono entrare in mediazione, pagano la tariffa e tentano la conciliazione.

Se una delle parti non intende entrare in mediazione, il primo incontro si concluderà con un verbale negativo. Tale comportamento potrà avere conseguenze nella successiva causa, specialmente per quanto attiene le spese legali.

Se gli eredi trovano un accordo avranno risparmiato molto tempo e denaro (ci sono importanti sgravi fiscali e tributari).

Se neanche la mediazione obbligatoria permette di trovare un accordo, si andrà in causa.

In buona sostanza, come visto ci sono tre modi di fare una divisione dell’eredità.

  1. accordo transattivo
  2. mediazione obbligatoria ex D.L. 28/2010
  3. divisione giudiziale in Tribunale.

L’accordo transattivo.

Con l’accordo transattivo gli eredi stipulano la divisione in totale accordo.

Si parla infatti di divisione ereditaria consensuale oppure di divisione ereditaria contrattuale.

In buona sostanza i coeredi potrebbero pattuire una transazione, ai sensi dell’art. 1965 c.c., dove ciascuno rinuncia a qualcosa di suo per avere qualcosa che vuole.

[Io ho metà casa al mare e metà casa al lago. Rinuncio alla metà della casa al lago e mi dai la tua metà della casa al mare. Ciascuno così avrà una casa intera].

La transazione divisionale si fa mediante scrittura privata autenticata.

Occorre dunque andare dal notaio.

D: Non possiamo fare una scrittura sottoscritta da tutti e basta, senza tante formalità?

R: sì, se non ci sono immobili. No, se ci sono immobili.

L’autenticazione della firma da parte del notaio infatti permette la trascrizione della divisione.

Per il cd. principio di continuità delle trascrizioni infatti occorre specificare al catasto che non c’è più una comunione.

Senza autentica del notaio non potrai vendere il bene: infatti figurerebbero al catasto anche gli altri coeredi.

Quanto costa la consulenza legale? Posso pagare a rate?2021-06-12T13:40:45+02:00

Il compenso non è fisso, perché dipende dal valore di causa e dall’attività che deve essere svolta.

Non è possibile (per legge) fare dei preventivi senza conoscere gli elementi della pratica.

Modi e tempi di pagamento sono condivisi in forma scritta, nel rispetto di entrambe le parti contrattuali.

Il codice deontologico dice che il compenso può essere parametrato:

  • a tempo;
  • in misura forfettaria
  • per convenzione avente ad oggetto uno o più affari;
  • in base all’assolvimento e ai tempi di erogazione della prestazione;
  • per singole fasi o prestazioni o per l’intera attività;
  • a percentuale sul valore dell’affare o su quanto si prevede possa giovarsene il destinatario della prestazione, non soltanto a livello
    strettamente patrimoniale.

Chiedici di più: chiama (045/5118311) o scrivi ([email protected])

Qual è il curriculum dell’Avv. Giovanni Turina?2021-02-03T09:36:22+01:00

Titolo di studio e formazione:

  • Laureato a Trento in giurisprudenza nel 2014 con una tesi in materia di diritto dell’arte.
  • Corso di perfezionamento per giuristi di impresa c/o Università Bocconi (2016)
  • Corso di formazione in tema di diritto e fiscalità dell’arte c/o IlSole24Ore Business School (2016)

Esperienze lavorative:

  • Pratica legale (2014-2016) presso lo Studio dell’Avv. Previti a Milano.
  • Collaborazione dal 2016 ad oggi con primario studio legale veronese in materia di diritto civile.

Pubblicazioni:

  • Come scrivere un testamento (Maggioli Editore, ISBN: 9788868058593)  che si trova qui

 

 

È possibile il gratuito patrocinio?2021-06-12T13:25:30+02:00

Il gratuito patrocinio è la possibilità di avere assistenza giudiziale (= in causa) a Spese dello Stato, se il tuo nucleo familiare ha un reddito annuo imponibile inferiore ad € 11.746,68

(maggiori info: https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_3_7_2.page?tab=d)

Non sono iscritto al gratuito patrocinio.

Un elenco di avvocati di Verona: http://www.ordineavvocati.vr.it/elenco_avvocati_patrocinio_a_spese_dello_stato

 

Come si svolge il primo incontro? Quanto dura, chi posso portare, cosa devo portare?2021-02-03T09:47:06+01:00

Il primo incontro si svolge in Studio, dura tutto il tempo necessario (non ci sono orologi) ed è possibile portare persone di propria fiducia.

Occorre portare tutta la documentazione necessaria ed una certa chiarezza nell’obiettivo che si vuole raggiungere.

L’onorario per la consulenza viene determinato a seconda dell’attività lì svolta secondo parametri indicati al momento della fissazione dell’incontro (valore della causa, difficoltà della pratica, attività da svolgere, etc.)

Se sarà necessario oppure opportuno valutare ulteriore attività, ad esempio una diffida ad adempiere (la classica “lettera dell’avvocato“) viene inviato preventivo scritto con le modalità e tempi di pagamento.