Comprare casa

– Guida PRATICA all’acquisto della tua casa (2021) –

Grazie per il tuo messaggio, che la Segreteria ha ricevuto.
C'è stato un errore, quindi inserisci di nuovo i tuoi dati.

Nel libro trovi molte guide: questa, ed altre in tema di eredità, immobili e debiti/crediti.
Inserisci la tua e-mail per riceverlo gratuitamente.

STAI PER SCOPRIRE..

  • Perché è importante sapere chi vende

  • Quattro rischi da evitare
  • Il contratto preliminare: come scriverlo ed a cosa stare attenti
  • Le patologie del contratto: cosa fare in caso di problemi

Sono un avvocato civilista

“Come avvocato patrimonialista mi occupo esclusivamente di tutela del patrimonio per privati e piccoli imprenditori: la casa, il denaro, la piccola impresa, un’idea, un’ eredità

Avv. Giovanni Turina

Avvocato patrimonialista

– Capitolo 1 –

Chi vende

In questo capitolo parliamo di chi vende.

Ti parlerò di cosa devi approfondire, prima di firmare qualunque cosa.

Vedremo alcuni casi pratici, per evitare errori comuni.

Come fare testamento

Chi vende: perché informarsi?

Un contratto esiste quando c’è l’accordo delle parti:

  • quando vai dal notaio
  • quando firmi una proposta di acquisto oppure un preliminare.

Con la tua firma vincoli te, ed il tuo denaro: devi prevenire ogni problema.

Domande fondamentali

Queste domande sono FONDAMENTALI quindi devi sapere prima di ogni cosa:

Infatti:

  • Se la casa proviene da un’eredità allora occorre l’accordo di tutti gli eredi.
  • Se chi vende è sposato/a in comunione dei beni, deve firmare anche il coniuge.
  • Se chi vende è un imprenditore, potrebbe rispondere col proprio patrimonio dei debiti della società.
  • Se chi vende non è cittadino UE il notaio chiederà copia del permesso di soggiorno o la carta di soggiorno.

[In pratica]

  1. Al venditore, oppure all’agente immobiliare, chiedi l’atto di provenienza (= il rogito precedente). Non c’è? Allora probabilmente c’è una comunione ereditaria.
  2. Chiedi lo status matrimoniale di chi vende. Non te lo dicono? Chiedi all’anagrafe del Comune di residenza del venditore (serve marca da bollo € 16,00).
  3. Fai una visura catastale dell’immobile. Ed una ricerca delle cariche sociali al Registro delle Imprese. Tutto è disponibile online ma puoi chiedere a noi (clicca qui)
Andrew Karter Client

Paolo guarda la vetrina dell’agenzia immobiliare, vede un appartamento che gli piace e chiede informazioni.

L’agente immobiliare gli comunica che l’appartamento è stato messo in vendita da poco da due fratelli, che l’hanno ereditato dal padre.

Paolo chiede copia della dichiarazione di successione dei proprietari, per verificare chi sono veramente i chiamati all’eredità.

Verifica che chiamata all’eredità è anche la madre dei fratelli, perciò occorre approfondire la questione con l’agente immobiliare o con l’avvocato di fiducia.

Infatti, se la signora è deceduta o ha rinunciato all’eredità, sarà possibile effettuare la compravendita. Altrimenti, dovrà partecipare anch’ella al rogito.

Paolo, Povegliano Veronese

Le domande più comuni:

Può, ma mi domanderei il perché.

In linea di massima cercherei di essere il più prudente possibile e, nel dubbio, agire con un professionista di fiducia o lascerei del tutto perdere l’acquisto di quella casa con quell’agente.

– Capitolo 2 –

Cosa acquisti

Ci sono 4 categorie di ricerche da fare, quando compri casa.

Devi sapere chi vende, cosa vende, quali carte devi avere.

Forse è il capitolo più importante: seguimi.

4 rischi e pochi rimedi

Per chi compra ci sono quattro categorie di rischi:

  • rischio del venditore (vedi anche sopra)
  • rischio ipotecario
  • rischio condominiale
  • rischio urbanistico-amministrativo

#1 Rischio del venditore

Oltre a quello accennato sopra, c’è da precisare una cosa.

Gli immobili provenienti da donazione possono creare grossi problemi.

[Esempio] Tizio ha messo in vendita la propria casa, che aveva ricevuto in donazione dal nonno 10 anni prima. Il nonno è mancato 5 anni fa.

Vuoi acquistare la casa di Tizio, ma è un problema.

[Il problema] Se compri un immobile, ma questo immobile è arrivato al venditore per donazione da meno di 20 anni, allora rischi di perdere l’immobile.

Gli eredi del donante (= chi ha donato) possono chiedere la restituzione al donatario (= chi ha ricevuto in donazione) oppure ai cd. terzi (“azione di riduzione”)

I terzi sono quelli ai quali è arrivata la casa donata: tu.

È per questo che se chiedi il mutuo alla banca, la banca quasi sempre non te lo concede (il rischio per lei è troppo grande)

[Cosa domandarsi] Non corri rischi se:

  • l’immobile è stato donato da più di 20 anni
  • il donante è morto da almeno 10 anni

Altrimenti, segui questi consigli.

[Cosa fare] Se davvero vuoi quella casa dovrai comprendere chi sono gli eredi, e farti lasciare una liberatoria.

Come scopri chi sono gli eredi?

Se c’è un testamento, chiedi copia al venditore oppure al Tribunale competente. Se non c’è testamento, occorre vedere chi sono i parenti più stretti (ma la cosa diventa lunga e problematica).

Oppure, fai una polizza di assicurazione a copertura del rischio donativo.

#Consiglio pratico: cerca su internet “donazione sicura”.

#2 Rischio ipotecario (e altri rischi)

Una casa può essere gravata da ipoteche, pignoramenti o altre trascrizioni

(es. coniuge che si vede assegnato l’immobile di proprietà dell’altro coniuge)

Cos’è in pratica il rischio ipotecario?

La possibilità che:

  • qualche creditore del venditore aggredisca la casa che hai comprato (es. asta)
  • qualcuno possa chiedere la restituzione della casa.

Tizio, che sta per vendere casa sua, ha un grosso debito con Equitalia. Equitalia ha iniziato un pignoramento immobiliare contro Tizio, e lo ha trascritto. Nessuno compra la casa di Tizio sapendo che può prendersela Equitalia.

[Cosa fare]

  1. Non firmare prima di chiedere la visura ipocatastale e lo stato di famiglia.
  2. Parlane con un professionista.

La visura ipocatastale si può chiedere in conservatoria oppure al professionista di tua fiducia.

Fatta la visura, vedi che non c’è nulla (=bene) oppure ci sono trascrizioni (=meno bene) e se:

  • c’è un’ipoteca è perché c’è un mutuo fondiario: la banca del venditore dovrà partecipare al rogito (oppure, se fai un mutuo anche tu, si parleranno tra banche)
  • c’è un’ipoteca perché c’è un creditore (società o persona fisica): il debito deve essere estinto al momento del rogito. Deve partecipare al rogito il creditore, che riceverà il suo denaro e rilascerà quietanza e cancellerà la trascrizione. Il costo dovrà essere sopportato dal venditore
  • c’è un pignoramento: occorre conoscere lo stato del giudizio di pignoramento, e probabilmente parlare con avvocati e Giudice
  • c’è l’assegnazione della casa coniugale: o l’assegnatario rinuncia, o non puoi fare nulla. Attenzione: non sempre l’assegnazione viene trascritta. Per questo hai chiesto lo stato di famiglia

#3 Rischio urbanistico

Capita spesso nella pratica.

Il rischio urbanistico riguarda i problemi amministrativi: il rilascio di autorizzazioni, documenti, permessi, etc.

Quali documenti sono necessari:

  1. Titolo edilizio
  2. Atto di provenienza
  3. Dati di identificazione catastale
  4. A.P.E. (Attestato di Prestazione Energetica)
  5. Planimetria catastale

1. Titolo edilizio: il documento che autorizza e legittima la costruzione della casa. Senza titolo edilizio, abbiamo un immobile abusivo.

Occorre domandarsi: Quando è stata costruita la casa?

  • Prima del 01/09/1967: autodichiarazione del venditore, non esisteva il titolo edilizio
  • Prima del 30/01/1977: licenza edilizia
  • Tra il 30/01/1977 ed il 30/06/2003: concessione edilizia
  • Dopo il 30/06/2003 ad oggi: permesso di costruire.

Questo è il documento che (i) deve esistere e (ii) deve essere conforme allo stato di fatto.

Il titolo edilizio (licenza edilizia, concessione edilizia, o permesso di costruire) deve esistere e deve essere conforme allo stato di fatto.

Esistere: pare assurdo, ma ci sono immobili che vengono venduti nonostante siano mancanti di titolo edilizio. Perché accade? Perché non possiamo escludere che ci stia stato un qualche errore nei rogiti precedenti.

Conforme allo stato di fatto: non devono esserci stati interventi di trasformazione edilizia. E se ci sono stati? Occorre darne indicazione specifica nell’atto.

A quali interventi mi riferisco? SuperDIA (vedi art. 22 c. 3 DPR 380/2011) se prima del 11/12/2016 oppure SuperSCIA se successiva.

PROBLEMA [Se manca il titolo edilizio, oppure se è totalmente difforme?]

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione con sentenza n. 8230/2019 hanno stabilito che se nell’atto di compravendita manca l’indicazione del titolo edilizio ci troviamo davanti ad una nullità testuale.

Questo perché la dichiarazione del venditore deve essere veritiera, reale e riferibile all’immobile negoziato.

Quindi:

  • se nell’atto manca l’indicazione: atto nullo
  • se nell’atto c’è un’indicazione sbagliata: atto nullo
  • se nell’atto c’è l’indicazione del titolo edilizio: atto valido, ma azione contro il venditore di risarcimento danni.
  • Se nell’atto c’è indicazione del titolo edilizio, ma l’immobile è radicalmente difforme: ancora dubbio (parte della dottrina ritiene l’atto nullo).

La nullità è sanabile? Tendenzialmente no. Occorre guardare il caso concreto.

[IN SINTESI]

Commerciabilità limitata: quando l’immobile è totalmente abusivo, perché manca il titolo edilizio, o totalmente ristrutturato senza permessi. La casa non si può vendere. Se hai comprato: devi far accertare la nullità dell’atto, con restituzione della somma e risarcimento dell’ulteriore danno (devi agire immediatamente, anche se non c’è prescrizione o decadenza).

Commerciabilità piena: quando l’immobile ha il titolo abilitativo, ed eventualmente ci sono piccole difformità.

Se c’è un abuso edilizio “minore” (= lo stato di fatto è solo parzialmente diverso dal titolo): se sanato, indicalo nell’atto. Se è stata presentata la domanda dal proprietario-venditore, o attendi l’esito della pratica o indicalo a tuo rischio nell’atto. Ricorda che, nel caso, lo puoi fare solo in caso di sanatoria straordinaria (art. 2 c. 58 L. 662/1996) e non in caso di sanatoria a regime (art. 36 D.P.R. 380/2001)

2. Atto di provenienza: il rogito precedente, oppure la dichiarazione di successione con trascrizione dell’accettazione espressa o tacita dell’eredità.

3. Dati di identificazione catastale: Basta una semplice visura catastale, ricordandosi sempre di indicare anche i garage di pertinenza.

4. A.P.E. (Attestato di prestazione energetica): Deve essere stato emesso meno di 10 anni dalla compravendita. Deve essere consegnato in originale all’acquirente (nella pratica, deve prima visionarlo il notaio). Deve essere indicato anche nel preliminare oppure nella proposta di acquisto.

5. Planimetria catastale: La planimetria catastale è la rappresentazione grafica dell’immobile come presente al catasto. Dice quante stanze ci sono, e come sono divise. Se ci sono difformità tra lo stato di fatto e la planimetria allora la vendita non può essere fatta. Ad esempio, se c’è un muro che nella planimetria non c’è allora deve essere sanato il tutto.

#4 Rischio condominiale

Il proprietario ha pagato tutte le spese condominiali?

Ci sono spese -ordinarie o straordinarie- deliberate?

Devi accertartene (art. 63 disp. att. cod. civ.): “Chi subentra nei diritti di un condomino è obbligato solidalmente con questo al pagamento dei contributi relativi all’anno in corso e a quello precedente“.

[Consiglio pratico] Chiedi al venditore:

  1. regolamento condominiale
  2. attestazione dell’amministratore di condominio sulle spese attuali e future

 

Le domande più comuni sul tema di questo capitolo sono:

La normativa recente, sul punto, è complessa.

Vengono di fatto derogate le normali regole assembleari del condominio: per l’approvazione del progetto ecobonus basta la maggioranza dei presenti ed almeno 1/3 dei millesini condominiali.

Per quanto occorrere possa, bisogna dimostrare un significativo danno alla propria abitazione (nella parte di proprietà esclusiva).

Caso tipico, la riduzione dell’area calpestabile in ragione dello spessore del cd. cappotto.

Il tema è complesso, in evoluzione, e occorre vederlo in concreto.

Di sicuro quello precedente (te lo chiederà il notaio).

Se ci sono donazione entro i 20 anni dal tuo contratto di compravendita, occorreranno anche i rogiti intermedi.

Esempio:

Paolo Rossi dona al cugino Renzo Rossi l’immobile di Via del Campo n. 3 il 10/01/2005

Renzo Rossi vende l’immobile a Riccardo Verdi il 20/12/2017

Riccardo Verdi vuole venderti -oggi 5 marzo 2021- il suo immobile.

Ti occorreranno tutti i rogiti dalla donazione di Paolo Rossi in poi (compresa)

Il mediatore ha un interesse evidente: concludere l’affare il prima possibile e senza problemi.

Non gli competono le questioni giuridiche.

Puoi scegliere di andare sulla fiducia, tuttavia ritengo preferibile seguire un metodo di lavoro serio e idoneo a limitare al massimo i rischi.

Il titolo edilizio lo devi avere, anche se in copia.

Un notaio prudente non si affiderà mai a quanto ha scritto il collega nel rogito precedente, ma vorrà verificare la correttezza formale del titolo autorizzativo.

– Capitolo 3 –

Proposta e contratto preliminare

Forse ti hanno venduto l’idea per cui quel modulo prestampato, consegnato dall’agente immobiliare, è solo una formalità per bloccare l’immobile.

Ma quello è un contratto preliminare. Stai per scoprire tutto su proposte di acquisto e contratti preliminari.

Questa è la parte più importante, perché qui si trovano i problemi più grandi: quindi ti spiego come evitarli.

Continua a leggere.

Cos’è un contratto preliminare e cosa lo differenzia da una proposta

Un contratto si perfeziona quando c’è il consenso di due parti.

Il consenso c’è quando le persone:

  • firmano un contratto nello stesso momento, oppure
  • uno propone e l’altro accetta e l’accettazione è conosciuta dal proponente.

Un contratto di compravendita immobiliare esiste quando ci sono quattro requisiti validi: accordo, oggetto, causa e forma.

Accordo: voglio comprare e tu vuoi vendere.

Oggetto: l’immobile.

Causa: denaro in cambio di un immobile.

Forma: scritta.

Quindi quando firmi una proposta di acquisto, magari irrevocabile, e questa viene accettata, allora lì si perfeziona un contratto preliminare di vendita.

Sei vincolato e non puoi tirarti indietro.

Com’è scritta una proposta di acquisto

Mi dirai: “è esattamente quello che ho ricevuto sul modello prestampato dell’agente!

In parte è vero.

Un contratto è pur sempre un contratto, se ci sono gli elementi essenziali.

Ma:

  1. devi sapere cosa firmi
  2. devi sapere cosa puoi pattuire.

In genere, infatti, per la fretta di chiudere l’affare si è indotti a firmare alla leggera (“è solo un impegno, non è IL contratto“).

#1 – Cosa deve esserci nel contratto

Nel contratto ci sono elementi essenziali ed elementi non essenziali. Sono entrambi importanti, ma forse quelli non essenziali di più:

Elementi essenziali:

  1. Le parti (chi vende e chi compra)
    1. vedi sopra in tema di matrimonio ed eredità
  2. l’oggetto (la casa e le sue pertinente, come il garage)
    1. vedi sopra in tema di documenti essenziali alla compravendita
  3. Il prezzo (prezzo finale e termini di pagamento)

Elementi NON essenziali:

  1. Caparra confirmatoria / caparra penitenziale / acconto
  2. la condizione sospensiva o risolutiva
  3. gli altri elementi non essenziali

#2 – Personalizza la tua proposta

Abbiamo visto che un contratto preliminare è una proposta di acquisto che viene controfirmata dall’altra parte.

Ma il tuo caso è diverso da quello di chiunque altro: per questo il modello prestampato dell’agente immobiliare non può andare bene.

Quindi per massimizzare il tuo beneficio devi scrivere una proposta su misura, come un abito di qualità: hai 4 passi da seguire, eccoli.

1. – Caparra ed acconto

Caparra confirmatoria: La più comune.

Tizio vuole comprare casa da Caio: firma la proposta di acquisto e consegna all’agente un assegno di € 10.000 a titolo di caparra confirmatoria.

Caio ritira l’assegno, e controfirma la proposta di acquisto: il contratto ora deve concludersi.

Se non si va a rogito per colpa di Tizio, Caio può (i) chiedere l’adempimento oppure (ii) si tiene l’assegno e può chiedere l’eventuale maggior danno (se lo ha subito e può provarlo).

Se non si va a rogito per colpa di Caio, Tizio può (i) chiedere l’adempimento oppure (ii) chiedere indietro il doppio dell’assegno.

Caparra penitenziale: Il diritto a tirarsi indietro dalla compravendita.

Tizio vuole comprare casa da Caio: firma la proposta di acquisto e consegna all’agente un assegno di € 10.000 a titolo di caparra penitenziale.

Tizio nel mentre ha visto un appartamento che è davvero un’offerta. Lo comunica a Caio, che trattiene la somma ricevuta e non può chiedere null’altro (anche se il danno è maggiore).

La caparra penitenziale è una sorta di diritto al ripensamento.

Acconto: L’anticipo sul prezzo.

Tizio firma una proposta di acquisto, fa un bonifico di € 10.000 causale “acconto per acquisto immobile di via Roma”.

Tizio poi si rende inadempiente perché non vuole più andare a rogito.

Caio non può trattenere la somma ricevuta, ma deve fare causa a Tizio.

2. – Condizione e termine

Condizione (sospensiva):

Cos’è la condizione? Un avvenimento futuro ed incerto che se si verifica fa produrre gli effetti al contratto, oppure li elimina.

Se — > allora

Una condizione può essere risolutiva oppure sospensiva.

Condizione sospensiva: gli effetti del contratto si producono se si avvera la condizione.

Caso tipico?

Condizione sospensiva del mutuo.

Voglio comprare casa, ma devo fare il mutuo. Solo se avrò il mutuo comprerò casa: metto la condizione sospensiva“.

Poni attenzione alla clausola, che (è vero) gli agenti immobiliare tipicamente prevedono. Ma -quasi sempre- viene scritta in modo sbagliato.

Una cosa del tipo: “Sospensivamente condizionato all’approvazione del mutuo da parte di istituto bancario“. Non va bene.

Condizione (risolutiva):

Gli effetti del contratto decorrono dall’accordo (in genere la firma).

Ma se si avvera la condizione risolutiva, il contratto cessa ogni effetto. È come se non ci fosse mai stato.

Quando si usa? Nella pratica, poche volte: ad esempio, quando vi è un pagamento dilazionato nel tempo.

Termine:

Avveramento futuro e certo a partire dal quale (termine iniziale) o fino al quale (termine finale) il contratto produrrà effetti.

Termine  finale per il rogito: 6 mesi dalla firma del preliminare.
Passano i sei mesi?
Si scioglie il contratto. Si restituisce la caparra? Dipende dal caso concreto.

3. – Irrevocabilità o no della proposta?

Irrevocabilità della proposta: cos’è.

Quando proponi di comprare, chi vende può accettare la tua proposta o meno.

Può fare un’offerta maggiore, o diversa: in questo caso i ruoli si invertono.

[Esempio pratico]
Tizio propone di acquistare la casa di Caio ad € 300.000 da pagarsi entro 12 mesi.
Caio rifiuta la proposta e formula una controproposta: € 280.000 ma rogito entro 6 mesi.
È Tizio ora a dover accettare la proposta o meno”

Una proposta irrevocabile è una proposta che non può essere ritirata. Non ti puoi tirare indietro. Non puoi dire “non lo sapevo che..

Gli agenti immobiliari spesso premono per rendere la proposta irrevocabile.

È una garanzia di serietà“, dicono. Il che è vero, ma qual è il tuo interesse?

Calcola il rapporto costo/beneficio di una proposta di acquisto non voluta al 100%: rischi, nel migliore dei casi, di perdere la caparra.

Per questo in genere la proposta consiglio che sia revocabile.

Tu ti puoi tirare indietro, fino a quando l’altra parte non accetta, e nessuno potrà dire nulla.

4. – Altre questioni?

Nel concreto, ci possono essere mille particolarità che interessano il tuo caso concreto.

L’avvocato patrimonialista ti assiste nella redazione di contratti, e nella consulenza legale.

Segreteria: 045/5118311 – [email protected]

Le domande più comuni sul tema di questo capitolo sono:

La normativa recente, sul punto, è complessa.

Vengono di fatto derogate le normali regole assembleari del condominio: per l’approvazione del progetto ecobonus basta la maggioranza dei presenti ed almeno 1/3 dei millesini condominiali.

Per quanto occorrere possa, bisogna dimostrare un significativo danno alla propria abitazione (nella parte di proprietà esclusiva).

Caso tipico, la riduzione dell’area calpestabile in ragione dello spessore del cd. cappotto.

Il tema è complesso, in evoluzione, e occorre vederlo in concreto.

Di sicuro quello precedente (te lo chiederà il notaio).

Se ci sono donazione entro i 20 anni dal tuo contratto di compravendita, occorreranno anche i rogiti intermedi.

Esempio:

Paolo Rossi dona al cugino Renzo Rossi l’immobile di Via del Campo n. 3 il 10/01/2005

Renzo Rossi vende l’immobile a Riccardo Verdi il 20/12/2017

Riccardo Verdi vuole venderti -oggi 5 marzo 2021- il suo immobile.

Ti occorreranno tutti i rogiti dalla donazione di Paolo Rossi in poi (compresa)

Il mediatore ha un interesse evidente: concludere l’affare il prima possibile e senza problemi.

Non gli competono le questioni giuridiche.

Puoi scegliere di andare sulla fiducia, tuttavia ritengo preferibile seguire un metodo di lavoro serio e idoneo a limitare al massimo i rischi.

Il titolo edilizio lo devi avere, anche se in copia.

Un notaio prudente non si affiderà mai a quanto ha scritto il collega nel rogito precedente, ma vorrà verificare la correttezza formale del titolo autorizzativo.

La consulenza legale serve a valutare insieme le carte, e comprendere cosa è meglio fare.

Segreteria: 045/5118311

  • Casi recenti: (esempi)

  • Immobiliare: Tizio e Caia acquistano un immobile su carta perché ancora in fase di costruzione. Versano la caparra confirmatoria, ma i lavori si allungano molto. Possibile sciogliersi dal vincolo? Come riavere il denaro versato?
  • Eredità: Tizio e Caia hanno tre figli. A due di loro sono stati donati, negli anni, decine di migliaia di euro. Il terzo figlio, che ignora la famiglia da decenni, può chiedere la restituzione delle somme donate? Cosa possono fare i genitori per salvare le donazioni?
  • Proprietà intellettuale: Paolo ha scritto un libro, come proteggere la propria opera creativa da eventuali plagi?
  • Immobiliare: Marco e Giulia hanno acquistato casa nel 2016 ed ora -volendo beneficiare dell’ecobonus 110%– hanno scoperto che la casa è diversa dal progetto della concessione edilizia. A chi chiedere il risarcimento dei danni, se possibile?
  • Alcune guide gratuite per informarti

  • Chi sono?

Esperienze lavorative

  • 2014-2016: Studio legale Avv.ti Previti (Milano-Roma)
  • 2016-oggi: Studio legale Grani-Caloi (Verona)

Formazione

  • 2014: Laurea (Università di Trento)
  • 2016: Corso di perfezionamento per giuristi di impresa (Università Bocconi – Milano)
  • 2016: Corso di formazione “Diritto e fiscalità dell’arte” (Sole24Ore Business School – Milano)
  • Avvocato del foro di Verona dal 04/2018
  • Segui il mio canale YouTube

Di cosa mi occupo? Della protezione del tuo patrimonio.

Il patrimonio è quello possiedi: immobili, eredità, società e famiglia.

Come avvocato proteggo il patrimonio di privati e imprenditori da ogni questione legale.

  • Come lavoriamo:
C’è un metodo di lavoro alla base di ogni decisione.

Con un approccio razionale definiamo il problema: “Cosa dice la legge?” e “Cosa dicono i precedenti simili?”

Come agire e quali opzioni abbiamo: valutiamo insieme le possibilità, per una scelta consapevole.
Il rapporto Avvocato-Assistito si basa sulla fiducia.

Questo per me significa:

  • preventivo scritto
  • informativa costante
  • scelta prudente e condivisa.